.
Annunci online

AnimeSalve
L'isola che forse c'e'
15 maggio 2012
Sequenzialità apparenti

Un uomo stava mettendo assieme i pezzi di un puzzle. Ne aveva già scoperto gli incastri, e se ne stavano disposti correttamente sul tavolo in attesa di essere riportati sul foglio che li avrebbe ospitati da lì in avanti. Il movimento era ripetitivo e gli dava il tempo di osservarsi e rifletterci su; analizzò la sua mano e pensò all’inizio e alla fine del proprio gesto: prendere il pezzo, posizionare il pezzo. Sentì la necessità di ridefinirne i confini e precisò: posizionare il pezzo precedente, prendere il pezzo successivo, posizionare il pezzo. Trovò indispensabile incasellare il processo entro vincoli di causa–effetto visibili ad occhio nudo.
Eppure dopo poco anche questo sistema gli parve troppo approssimativo: era tutto ciò che di fisico avveniva, questo sì, ma riflettendo non riuscì a collocare il momento in cui nella sua testa compariva la necessità di prendere il pezzo successivo. Quel pensiero attendeva con rispetto che le dita accompagnassero con successo il precedente e si preoccupava di non disturbarle, ma da quanto fosse lì ad attendere non riusciva a capirlo. Forse era l’avvicinarsi della fine di un altro movimento a farlo saltare fuori, o magari era proprio lui, nascendo, a determinare l’inizio della fase conclusiva del precedente.
Si confuse a tal punto da scombinare sia i pezzi sul foglio che quelli sul tavolo. Si chiese ancora una volta quanto fosse strano il susseguirsi di finali ed inizi, finendo per pensare che i loro incastri assomigliassero ben poco al suo puzzle. Lo pensò a tal punto che dovette buttare via tutto, scatola compresa: i profili erano troppo precisi e combaciavano alla perfezione. Tutta quella finzione finì per dargli la nausea e quella notte dormì male.




permalink | inviato da Syd il 15/5/2012 alle 1:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
sfoglia
aprile        luglio

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte



"Definire è limitare"
Oscar Wilde, "Il ritratto di Dorian Gray"

"Noi ti culliamo, amabile e grave Passione."
Arthur Rimbaud, "Le suore di carità"

"C'era una volta un gatto, un po' speciale. Nel corso dei secoli era nato e rinato più di un milione di volte. Non temeva la morte. Era stato allevato da generazioni di uomini verso cui non aveva provato che indifferenza. A un certo punto decise di diventare un libero gatto randagio. Incontrò una bella gatta bianca e vissero insieme felici e contenti. Passarono gli anni e la sua candida compagna, ormai vecchia, si spense. Lui pianse per più di un milione di volte, e poi la seguì. Non rinacque più."
Cowboy Bebop, da The real folk blues, parte II, episodio 26

"Oggi ci sono persone molto più giovani di me che vogliono fare i poeti di professione. L'altro giorno mi telefona un tale e mi dice: "Sa, io devo vincere un premio, perché ho bisogno di aiutare i miei genitori". Ma per aiutare i genitori ci possono essere molti altri mestieri! Il professionismo poetico non esiste ora, come non esisteva per i nostri maggiori poeti del '900. "
Giovanni Giudici, da “andare in Cina a piedi”.