(Veloce comparsata di Leonardo)
Lo vidi più strano del solito, ma forse si trattava solo dei miei occhi che, a dire il vero, non andavano più a cercarlo così spesso come un tempo e che ora lo ritrovavano in uno stato particolare, una statua di valore lasciata a prendere polvere nel posto meno indicato. Se ne stava seduto sul letto e in viso non potei che leggere una certa dose di nervosismo - tradita da un respiro che sapevo associargli e che, complice il silenzio, mi arrivava ben distinto - ma non accennava a muoversi. Mi chiesi cosa stesse aspettando, poco prima che mi facesse notare il mio errore nello scegliere la domanda.
“C’è qualcosa che non vuole farmi andare a dormire. Un qualche senso di colpa di cui non avrei mai previsto l’arrivo, se tu me l’avessi chiesto stamani. Era pressoché impossibile: una giornata di sole, appena cominciata, senza neppure troppe faccende da sbrigare (escluse le solite dalle quali, lo sai, non posso separarmi).”
Mi indicò la scrivania: seguii la punta del dito fino al ripiano e, nonostante la penombra, vidi quel che c’era da vedere. Vidi, cioè, che non c’era niente, nessun oggetto che non occupasse da molto tempo un posto fisso sul legno. Forse c’era della polvere che però non vidi.
“Nulla, nulla di nulla. E bada che è un esempio. Poco prima di stendermi, molte cose mi hanno fatto capire che oggi è stata una giornata… non mi pare giusto dire ‘sprecata’, per cui credo che mi limiterò a dire che mi ha lasciato molti vuoti. Che sia un obbiettivo mancato piuttosto che una persona di cui sento la mancanza, fatto sta che non riesco e non voglio chiudere con questo punto di vista quello che ho iniziato così bene stamattina.”
Guardai l’orologio e mi accorsi che era molto tardi, realizzando anche che a me, tutto sommato, non sarebbe invece dispiaciuto finirla lì, quella giornata.
“Finirai per partire peggio domattina, se non te ne vai a dormire”, gli risposi.
“A volte bastano due parole sul finire della sera per cambiare tutto il resto.”
“Puoi sempre ricominciare domattina.” “Ricominciare da dove? Da qui? Sperare che un percorso in salita mi riservi qualcosa di meglio del tratto già percorso?”
“Quantomeno saprai perché ti trovi a quel punto di partenza.”
“Girare in tondo, lo sai, stanca.”
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Syd il 26/8/2011 alle 2:28 | |